Il fantasma del castello di Quirra, Violante la sanguinaria

Il fantasma del castello di Quirra, Violante la sanguinaria
Una terribile storia aleggia sul castello di Quirra: è abitato dal fantasma di Violante Carroz la “sanguinaria”, la contessa che si guadagnò l’appellativo per la sua crudeltà nel reprimere chi osava opporsi alle sue volontà o semplicemente dimostrava lamentele nei suoi confronti.

Il castello di Quirra si erge sulla sommità del monte Cudias, che sovrasta la spiaggia di Murtas, in Sardegna. Un tempo possente, dominava il paesaggio dell’Ogliastra, i suoi ruderi hanno una fama leggendaria, fatta di segreti e leggende che sono giunti fino a noi attraversando i secoli.

L’edificio fortificato risale al XII secolo ed è ubicato nel territorio del comune di Villaputzu, nel Sarrabus, nella provincia del Sud Sardegna. Il castello fu commissionato intorno al 1250 dai giudici di Cagliari, per sorvegliare il confine con il giudicato di Gallura. Cinquant’anni dopo passò nelle mani del pisano Nino di Gallura, conosciuto anche come Nino Visconti, o Ugolino, citato da Dante Alighieri in un Canto del Purgatorio e incluso fra i principi negligenti. La rocca passò di mano nel 1324, quando fu ceduta agli Aragonesi che ormai avevano preso possesso della maggior parte dei castelli sardi.

Fu una delle residenze di Violante Carroz, una “dama nera”, morta secondo la tradizione proprio all’interno del maniero. E’ attorno alla sua figura che si sono sviluppate nei secoli le leggende: si narra che fece giustiziare il cappellano di corte per aver espresso contrarietà sulla sua unione con Berengario Bertran, essendo la donna già sposata. Il religioso fu impiccato, e il suo corpo esanime venne esposto a penzolare come monito da una finestra del Castello di Cagliari. E per questo gesto la contessa fu scomunicata.

Il fantasma del castello di Quirra, Violante la sanguinaria 2
La vita di donna Violante ebbe risvolti tragici. A soli 15 anni perse il primo marito e dopo essersi risposata altre due volte, dovette combattere duramente per tenersi stretti i suoi beni e la podestà sui suoi figli, che morirono giovani prima di lei.

La tradizione popolare la descrive come un soggetto avido ed attorno alla sua figura e sulla sua fine si narrano diverse leggende: secondo alcuni precipitò dall’alto di un dirupo nei pressi del castello di Quirra, mentre per altri fu uccisa dal marito Berengario. Un’altra leggenda narra di un telaio d’oro che la donna stessa avrebbe occultato tra le viscere della montagna, forse in una delle numerose grotte che si trovano alla sua base.

Ancora oggi il suo fantasma infesta il maniero. C’è chi assicura di averla vista tra i ruderi del castello, nei luoghi che ha amato e in cui ha vissuto, vagando senza pace, come spirito. Un testimone racconta di essere scappato impaurito, dopo aver visto qualcosa di inspiegabile. Sembra che il fantasma renda l’aria gelida e mandi in frantumi i bicchieri …


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