Il fantasma rosso dei giardini della Biennale a Venezia

Il mistero del fantasma rosso nacque all’incirca un secolo fa, quando un ignaro passante si sentì improvvisamente strattonare da una figura spettrale rossastra, che lo fece stramazzare a terra.

Era una mattina come tante altre, quando Vinicio Salvi, mentre si recava a raccogliere lumache all’interno dei giardini della Biennale a Venezia, a pochi passi dalla statua di Giuseppe Garibaldi, si sentì prima afferrare per un braccio e poi spingere con violenza da un’ombra rossa, come lui stesso la definì, tanto da cadere rovinosamente per terra.

Il fantasma rosso dei giardini delle Biennale a Venezia1
Quando l’uomo raccontò agli amici la disavventura e l’apparizione del fantasma rosso che si dileguò subito dopo, iniziarono a schernirlo, accusandolo di aver esagerato con il “rosso” di vino e dandogli dell’ubriacone. Per sua fortuna poco tempo dopo quell’ombra rossa apparse anche a un pescatore del luogo e a una coppietta.

Il bizzarro fantasma in camicia rossa iniziò a molestare i passanti che si trovavano nelle vicinanze della statua, con sgambetti e strattoni. Cominciò a diffondersi così il mistero e un clima di paura tra i residenti, che organizzarono anche delle ronde notturne. I numerosi impavidi restarono a bocca aperta quando in uno di quei giri notturni videro l’ombra rossa, proprio accanto alla statua dell’eroe dei due mondi.

Improvvisamente tra la folla qualcuno si fece avanti affermando di avere riconosciuto in quel fantasma la figura di Giuseppe Zolli, un garibaldino che partecipò alla spedizione dei Mille e aveva giurato a Garibaldi di vegliare su di lui anche dopo la sua morte.

Viste le circostanze gli abitanti del quartiere decisero di erigere una statua bronzea con le fattezze di Zolli, alle spalle della statua di Garibaldi. Da quel momento il mistero del fantasma rosso sembra essere risolto.

Se vi trovate a passeggiare per i magnifici giardini della Biennale di Venezia soffermatevi nei pressi della statua di Garibaldi e della sua eterna guardia del corpo, chissà …


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