Fantasmi a Torino, un incontro che gela il sangue

Attenzione, la storia che state per leggere potrebbe accadere anche voi! Un’esperienza agghiacciante di fantasmi a Torino, quando meno te lo aspetti.

Fantasmi a Torino, un incontro che gela il sangueRiceviamo e pubblichiamo questa sconvolgente storia di fantasmi a Torino, accaduta a un nostro lettore:
Lavoro in una citta vicino Torino, ogni mattino esco di casa per recarmi al lavoro alle 5 circa, devo fare circa un kilometro a piedi e passare sotto un sottopassaggio che passa sotto l’autostrada. Da quando è stato costruito nessuno ci passa perché è tetro e buio, e quei pochi che come me lo fanno sicuramente avranno la stessa inquietudine, che non nascondo di provare io.


Questo tunnel si collega con una scalinata all’autostrada sopra di esso, dove c’è una fermata di bus che porta in città.

Un mattino invernale mi incamminai nel mio solito viaggio verso il posto di lavoro, era molto buio e non vi erano stelle, mi ero alzato presto e uscii di casa alle 4 e 40 circa pensando di incamminarmi, arrivato all’inizio del tunnel già abbastanza nervoso per un senso di irrequietezza che sentivo, vidi avvicinarsi nel buio a circa 50 metri un signore, mi sembrava un po’ piccolo di statura e poi a quell’ora non avevo mai fatto alcun incontro prima di allora.
In un batter d’occhio me lo trovai vicino che diceva: “Mi scusi non si spaventi, sa io la mattina non riesco a dormire e faccio una passeggiata”. Io, ancora sbigottito, risposi: “Non si preoccupi può capitare!”. Mi porse la mano senza proferire parola, che io strinsi per cortesia, e mi diede una brutta sensazione, era viscida e molto fredda.

Camminando al mio fianco ebbi modo di guardarlo in viso, ma stranamente, ancora oggi che sono passati più di dieci anni, non ne ricordo le fattezze. Mi disse: “Io ho lavorato tanto tempo e prendevo il pullman ogni mattino qua sopra l’autostrada”, mentre parlava ci avvicinavamo alla scaletta che portava sopra ai bus, io invece continuavo fino alla fine del tunnel per poi proseguire, gli chiesi: “E’ tanto che è in pensione?”, mentre lui saliva le scale mi rispose: “E’ passato molto tempo ma non sono andato in pensione, sono morto prima…”. In un lampo fui fuori dal tunnel, sudavo freddo, avevo capito bene?

Continuai come al solito, ma ogni volta che ci passo mi guardo intorno, sento un brivido dietro la schiena poi penso che ho capito male forse, per poter passare ancora di lì e non sentire più quella paura …


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