I fantasmi del Castello della Rotta a Moncalieri. Luogo da brividi


I fantasmi del Castello della Rotta a MoncalieriViaggiando da Torino verso Savona troviamo il Castello della Rotta sulla sinistra, poco oltre Moncalieri. Si tratta di un antico maniero, oramai semidiroccato, con una grande torre angolare merlata ed una costruzione centrale in mattoni rossi. Gli abitanti della zona raccontano che a mezzanotte in punto talvolta vengono svegliati dal rumore del galoppo di un cavallo.

Qualcuno ha avuto il coraggio di visitare a quell’ora il maniero e racconta di aver visto uno scheletro, con una grossa croce di ferro sul petto, armato di una lunga spada mentre cavalca un destriero per le sale deserte del castello.

La leggenda del castello della Rotta si tramanda da varie generazioni, ma il colpo di scena si è avuto qualche tempo fa, quando una pala meccanica, scavando ai piedi della torre ha portato alla luce lo scheletro di un uomo accanto a quello di un cavallo. Inutile aggiungere che l’uomo aveva sul petto una grossa croce di ferro e al fianco una spada con gli stessi particolari descritti dalla leggenda.

Le vicende del «frate della Rotta» vengono raccontate da almeno quattro secoli.
Si narra di un bel giovane che si era follemente innamorato di una principessina bella come un raggio di luna nella foresta. Quando fu annunciato il fidanzamento dei due ci fu grande festa al castello e gli invitati giunsero da tutta la contea.
Durante i festeggiamenti il Castello della Rotta fu assalito dai saraceni. La principessa si rifugiò sulla cima della torre, e per sfuggire ai barbari si lanciò nel vuoto. Il signorotto combatté tutta la notte e al mattino, quando riuscì a sconfiggere gli invasori, scoprì accanto al ponte levatoio il corpo senza vita della sua promessa sposa. Sconvolto dal dolore si fece frate e andò a combattere gli infedeli in Terrasanta.
L’ultimo ad aver intravisto il fantasma del frate è il proprietario del castello, Augusto Olivero, professionista a Torino. «Nei primi tempi avevo un certo timore, poi ci siamo abituati tutti agli scricchiolii, ai rumori sinistri che si accompagnano alle grida delle civette e all’ululare dei gufi. La corsa sfrenata di un cavallo per i saloni ha un fracasso agghiacciante, e gli zoccoli del cavallo rimbombano per le volte antiche. Suggestione, ipnosi? Non so, tutto può essere, ma l’ombra di quello scheletro a cavallo con la spada in mano e la grande croce al petto era inconfutabile…»
La storia racconta che il castello fu donato nel 1196 dal vescovo Arduino di Torino ai Templari insieme alle altre proprietà dell’ospedale Santo Spirito, e qui i Templari eressero una loro fortificazione. Tracce di questo trascorso storico si trovano nei disegni e nelle scritte. In un grande salone ci sono riferimenti satanici, di riti occulti e disegni che si riferiscono al periodo delle crociate.

Augusto Olivero ha effettuato alcune opere di restauro del Castello della Rotta ed è proprio per il consolidamento di un muro che la pala meccanica ha portato alla luce gli scheletri, la spada e la croce. Le ossa sono state sistemate al cimitero generale, il resto in casa del proprietario.

 Castello della Rotta a Moncalieri-2
In questa foto possiamo vedere un particolare di uno spettro fotografato in una finestra del Castello

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