I fantasmi e la morte. Cosa accade alle nostre anime


Approfondire il concetto della morte è di fondamentale importanza per comprendere in fondo cosa sono e chi erano in vita i fantasmi.

Nella nostra società il concetto di morte è considerato un tabù, un comportamento che ci allontana dal vero significato e dalla complessità dell’esistenza. A parlarci di fantasmi e di morte è Dèvera Blackmind, autrice del blog ilsanguedellastrega:

I fantasmi e la morte. Cosa accade alle nostre animeDi norma una persona, nasce, vive, muore e rinasce. Le persone sono energia e durante la fase chiamata “vita”, fanno esperienze e si evolvono. Non è solamente un concetto Buddista o New Age, infatti, era conosciuto anche millenni fa. In Sanscrito, una delle lingue più antiche, concettualizzava ciò con la parola “Sa-Ta-Na-Ma”, ossia: “Nascita, Vita, Morte, Rinascita”.
Esistono delle eccezioni, però, ossia quando avviene la “morte”, ma non la “rinascita”. In questo caso si avrà questa energia della persona –in altri termini anima o spirito-, che non è in grado di lasciare questo piano e così avere la “rinascita”.

Ma perché accade?
Sono molti i fattori determinanti che tengono “qui” uno spirito, ad esempio l’attaccamento a una cosa materiale o a una persona, il desiderio di proteggere o di non perdere un proprio caro. Oltre a questo, anche una morte violenta, come un suicidio o un omicidio, può trattenere lo spirito. Un’ulteriore caso, forse il più triste, è che lo spirito una volta morto potrebbe non sapere di esserlo. Per cui potrebbe continuare a fare ciò che faceva quand’era in vita come fosse tutto nella norma, senza rendersi conto che, invece, qualcosa è cambiato. Uno spirito potrebbe inoltre fare in continuazione le stesse cose che compiva poco prima di morire. Ad esempio se è morto in un incidente stradale, potrebbe continuare a guidare all’infinito proprio perché non se ne rende conto di ciò che è successo.

Cosa succede quando si muore?
Quando una persona muore, lo spirito lascia il corpo e per tre giorni è destinato a rimanere qui. In questo lasso di tempo dovrà capire di essere morto, e dovrà anche staccarsi da tutto ciò che lo potrebbe trattenere qui. Trascorsi questi giorni arriverà uno spirito Psicopompo, ovvero uno spirito incaricato di farlo passare oltre.

Spiriti consapevoli.
Ci sono alcuni spiriti che, in vita, praticavano magia, meditazione e studiavano i concetti paranormali ed esoterici. Per loro bisogna fare un’ulteriore considerazione; quando una di queste persone muore, loro sono consapevoli di esserlo e sanno ciò che li attende. Oltre a questo, possiedono una riserva di energie accumulata durante la vita che gli permette di interagire con il nostro mondo, ad esempio muovendo oggetti. Una cosa che tutti gli altri spiriti non possono fare, anche se consapevoli di esser morti. Questi, anche se consapevoli, non possiedono energia, se non quella che compone il loro spirito.
In antichità, quando una persona moriva, gli si offriva loro del cibo o altri beni considerati offerte, oltre a rendere loro omaggio servivano a dargli un po’ di energia. Per contattare un defunto è necessario utilizzare delle tecniche specifiche o un medium, una persona in grado di comunicare con loro. È anche possibile donargli un po’ di energia tramite alcune tecniche di meditazione.
Adesso che la pratica di offrire qualcosa a un defunto non è più in uso, gli spiriti devono attendere molto tempo prima di accumularne a sufficienza. Ad esempio, il loro stato d’animo può cambiare, potrebbe essere disperazione o rabbia. Una volta raggiunto un certo livello emotivo sono in grado di interagire con il nostro mondo, e così possono spostare l’aria, muovere porte e finestre, e così via.
Un altro modo che hanno per trovare le energie è diventare delle larve. Così facendo prelevano le energie dalle persone ancora in vita così da usarle per i propri scopi. A questo punto è necessario trovare un modo per scacciarli, poiché diventati nocivi per la persona in vita.

Dèvera Blackmind


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