Il mistero del fantasma senza testa di un soldato romano


La storia del fantasma senza testa nasce dal ritrovamento di uno scheletro senza il cranio a cui sono seguiti una serie di episodi, nei pressi di Riva del Garda, che suscitarono molto clamore nella cronaca nazionale ed internazionale.
Alcuni scavi archeologici effettuati all’interno di una Necropoli romana riportarono alla luce i resti di un soldato romano, armato di tutto punto. Il particolare sinistro era che il corpo non aveva la testa.


Il mistero del fantasma senza testa

Le cronache riportano che il 3 marzo del 1953 a S. Cassiano era sceso il terrore. Le notti non erano più le stesse, perché si verificavano fatti inquietanti. All’interno del Museo di Storia di Riva, dove fu portato il corpo del soldato con i paramenti funebri, accadeva qualcosa di devastante e sconcertante: vasi e armi scagliati alla rinfusa nella stanza, le ossa dello scheletro sparpagliate e alcuni testimoni che hanno visto luci e sentito lamenti d’oltretomba. Il fantasma senza volto si era preso gioco del sovrintendente Giacomo Vittone e del custode Silvio Margoni, i primi a vedere con i propri occhi quello che stava accadendo a Riva. Il loro stato d’animo era chiaro, avevano paura.

Inizialmente si pensò anche al gesto incomprensibile di qualche folle, e per smascherarlo fu sistemata una intricata rete di fili per scoprire se qualcuno si fosse introdotto nella stanza con lo scheletro. Ma con grande sorpresa dei guardiani e del responsabile del museo, la mattina seguente tutto era in disordine e i fili erano intatti.

Sulla stampa si susseguivano numerosi gli articoli sul “Fantasma senza testa del Soldato Romano” e poco tempo dopo a pochi chilometri dal museo, precisamente a Malcesine, fu ritrovato un cranio della stessa epoca del corpo appartenuto al soldato.

Ai cronisti che si interessarono del caso, Silvio Margoni, raccontava sempre questa storia: “Una sera, mentre stavo uscendo dalla sala ieratica, dove mi ero recato per un ultimo controllo prima di andare a casa, mi sentii chiamare per nome. Non mi spaventai e mi girai di scatto ma non c’era nessuno. ‘Strano’ pensai, e mi avviai verso l’uscio con le chiavi in mano. Fatti alcuni passi mi sentii afferrare per il bavero della giacca e trascinare verso il centro della sala, dove appunto era collocata la tomba“. A quel punto il povero custode, si sentì rizzare i capelli, e correndo si precipitò fuori dalla Rocca gridando: “Ci sono i fantasmi!“. Improvvisamente una strana luce, biancastra, aprì uno squarcio nel buio che avvolgeva il torrione della Rocca. Il fascio di luce aveva i contorni della finestra della “stanza ieratica”, e scendeva a picco sul lago. Numerosi furono gli avvistamenti del fantasma senza testa, raccontati dagli abitanti del paese e riportati dalla stampa locale.

Fu necessario l’intervento di alcuni medium, che nel corso di una seduta spiritica chiesero al fantasma la sua identità: si trattava del soldato romano Lucius Paulus, ucciso dall’esercito dei Sarmati mentre difendeva Malcesine, il suo paese natale.

Poco tempo dopo i fenomeni paranormali che avevano scosso Riva del Garda cessarono improvvisamente. A quanto pare, l’anima inquieta del guerriero romano, forse dopo il ritrovamento di quella testa a Malcesine, aveva raggiunto la pace eterna, e del fantasma senza testa si persero le tracce …


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