La soffitta infestata, una terrificante esperienza paranormale


La soffitta nascondeva un terrificante segreto, quando tutto sembrava normale iniziarono i rumori, le ombre, il pianto di un bambino …

La soffitta in casa di un mio amico era infestata dai fantasmi. Ho vissuto questa orribile esperienza e ve la racconto.

Questi fatti sono accaduti circa quattro anni fa, quando finita la scuola sono iniziate le vacanze estive. Avevo 17 anni e non credevo alle cosiddette attività paranormali o ai fantasmi. Durante quell’anno, ho fatto amicizia con Max, un ragazzo che frequentava la mia stessa scuola. Parlava spesso di fantasmi, ma io pensavo che si inventava tutto.

Un giorno Max mi invitò a casa sua perché aveva appena ricevuto in regalo un televisore nuovo, molto grande, e voleva che io dormissi da lui per una maratona di film horror, visto che i suoi genitori erano fuori per festeggiare il loro anniversario.

Quando sono arrivato a casa sua, il mio amico stava cercando di risolvere un problema. Non riusciva a collegare la tv, perché non trovava una presa di corrente libera. Poi gli si accese una lampadina e pensò di cercare una prolunga in soffitta.

Quel posto lo inquietava, non c’era mai entrato prima, aveva spesso sentito dei rumori provenire da lì e quindi per noi era come un’avventura.

Salite le scale abbiamo aperto la porta ed era molto buio, una stanza polverosa e piena zeppa di ogni genere di cose inutilizzate. Un poco di luce proveniva da una lampada appesa al soffitto, che Max aveva acceso. Non illuminava molto, ma quel tanto che bastava.

Guardando in un angolo, in fondo alla stanza, abbiano notato che era piena di vecchi giocattoli. Il mio amico si era trasferito da poco tempo, così era logico pensare che dovevano essere appartenuti ai precedenti proprietari. Tra quelle cose c’era un piccolo triciclo rosso, una bambola con un occhio solo, tanti libri e un paio di scatole che contenevano lettere.

Noi cercavamo la prolunga del cavo, quindi abbiamo preso quella vecchia roba e l’abbiamo scaricata nella spazzatura, fuori casa.


La soffitta infestata, una terrificante esperienza

Quando siamo tornati dentro, Max ha preso la cassetta degli attrezzi di suo padre e ci siamo avventurati di nuovo in soffitta. Mentre ci avvicinavamo verso l’angolo, abbiamo sentito il rumore di piccoli passi, come se c’era un bambino che correva dietro di noi.

Ci siamo girati a guardare, ma non c’era niente. Pensavamo che fosse un topo, poi il mio amico ha trovato il cavo e mentre scendevamo giù per le scale abbiamo sentito ancora una volta quei passi.

Pensando che fosse un altro topo, non eravamo molto preoccupati finché non abbiamo sentito un rumore diverso e agghiacciante. Ci siamo fermati ad ascoltare di nuovo. Sentivamo piangere. Un pianto continuo, così siamo tornati di corsa su per le scale per cercare la provenienza di quel pianto.

Ci siamo guardati intorno e il pianto si era fermato. Ho suggerito a Max che il pianto poteva provenire da uno dei bambini che giocavano fuori. Ma lui pensava ai fantasmi, erano diversi mesi che pensava di avere i fantasmi in casa.

Ci siamo allontanati dal sottotetto per guardare la TV. I nostri pensieri erano lontani da quella soffitta, dopo un paio d’ore di film abbiamo sentito uno schianto in fondo al corridoio e il televisore è andato in nero.

Cambiando i canali, non c’era altro che uno schermo scuro. Immediatamente, il nostro pensiero andò a quel bambino che piangeva, volevamo tornare in soffitta, ma il tonfo proveniva dalla camera da letto.

Abbiamo deciso di indagare, e iniziare da quella camera. Il baldacchino del letto era completamente capovolto, abbiamo cercato di sollevarlo ma era in metallo e troppo pesante.

Cominciavamo ad avere paura, ma ci siamo diretti lo stesso in soffitta, avvertivamo una sensazione di freddo, molto più freddo. Forse era la paura. Quando ci siamo avvicinati, siamo rimasti scioccati nel vedere che la porta della soffitta era aperta. Noi l’avevamo chiusa, a chiave!

Mentre ero in piedi a fissare la porta, qualcosa mi toccò la spalla, spingendomi con violenza. Sentii una voce tremante pronunciare il mio nome. Girai la testa, avevo il sangue raggelato e il mio cuore s’era fermato, non sentivo nemmeno un battito. C’era il triciclo rosso con la bambola seduta sopra, e le scatole accatastate accanto.

Gli stessi giocattoli che avevamo buttato fuori. Mentre guardavo Max, anche lui inorridito, pensavo che quel posto era l’inferno. Udimmo un altro schianto provenire dal basso e questo ci spinse a scendere giù per le scale.

Proprio in quel momento, vidi qualcosa di piccolo e scuro, come un’ombra, che scompariva dietro l’angolo del corridoio.

Eravamo terrorizzati, siamo entrati nel bagno chiudendoci dietro la porta. Mentre cercavamo di capire cosa stava succedendo sentivamo altri rumori, i nostri cuori si fermarono quando si sentì una voce che ridacchiava, era orribile, da far rizzare i capelli in testa.

Siamo rimasti più di un’ora chiusi in quel bagno, poi ci siamo fatti coraggio, e siamo usciti in punta di piedi da quella casa. Una volta fuori in giardino ci è venuto l’istinto di correre, scappare lontano.

Non avevo mai provato nulla di simile. E’ stata probabilmente l’esperienza peggiore che mi sia mai successa. Ci siamo ‘rifugiati’ a casa mia, e quando i genitori di Max sono tornati, abbiamo raccontato tutto.

Loro erano molto scettici, quasi ci prendevano in giro, ma io in quella casa non ci sono più tornato …

inviata da Francesco.


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