Il pianoforte posseduto nella biblioteca di Palazzo Benincasa


Uno dei luoghi del territorio delle Marche ritenuti infestati è la biblioteca di Palazzo Benincasa, tra i più importanti palazzi nobiliari di Ancona. Numerose segnalazioni nel corso del tempo hanno riferito il verificarsi in questo luogo di fenomeni inquietanti, tra i quali un pianoforte posseduto da uno spettro.

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Il palazzo di aspetto quattrocentesco, sito in via della Loggia, di fianco alla Loggia dei Mercanti, fu fatto edificare dal ricco armatore e commerciante anconetano Dionisio Benincasa, che ne commissionò il progetto all’architetto Giorgio da Sebenico.

Ha tre piani di elevazione per oltre cinquanta metri di lunghezza, che seguono la curvatura della strada. Al piano terreno si nota un portico ogivale, in laterizio e pietra bianca del Conero con archi acuti incorniciati da raffinate modanature a rilievi.



Nei piani superiori spicca una elegantissima serie di bifore, restaurate dopo che andarono perdute nel primo conflitto mondiale. L’ultimo piano, venne aggiunto nel XVIII secolo, periodo nel quale vennero anche eseguiti gli affreschi delle sale interne ad opera del pittore Giuseppe Pallavicini, che raffigurano rari paesaggi di Ancona, a testimonianza dell’aspetto della città prima delle distruzioni belliche subìte nelle due guerre mondiali.

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Palazzo Benincasa in una cartolina del 1930

Attualmente l’edificio ospita la biblioteca di Palazzo Benincasa, con la collezione privata Amatori, aperta al pubblico, e il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche. Si deve ad un personaggio di questa importante famiglia, Luciano Benincasa, la fondazione della Biblioteca Civica di Ancona, che nel Seicento donò al comune un consistente patrimonio librario, con la condizione di costituire con esso una biblioteca pubblica. Alcune testimonianze affermano che in questi ambienti ci sia anche un fantasma, sarebbe lo spettro di una giovane ragazza che amava suonare il pianoforte, morta da più di un secolo e mezzo.

Più volte il personale di sorveglianza ha riferito di sentire inquietanti rumori di passi, accompagnati dal suono melodico di un pianoforte, provenire dalle sale superiori dell’edificio, in particolare quando il palazzo è chiuso al pubblico e dentro non c’è più nessuno.

A quanto pare, la notte, nella biblioteca di Palazzo Benincasa il fantasma di quella giovane e sventurata ragazza continua a dilettarsi nella sua passione, lo studio del pianoforte.


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