La vera storia sul fantasma del castello di Valeggio in Veneto


Storia vera del fantasma del castello di ValeggioVi raccontiamo la vera storia del fantasma del castello di Valeggio: si avverte una strana sensazione quando ci si avvicina al castello, nelle notti di plenilunio, si sentono ancora tintinnii di armi, grida lamentose e si possono scorgere strane figure. Anche il castello scaligero di Valeggio, come ogni altro maniero che si rispetti, ha il suo fantasma.

A fare luce su questo mistero è Cesare Farinelli, appassionato studioso di storia locale, che, partendo da una tradizione orale giunta fino al secolo scorso, ha voluto scavare nei meandri della storia medievale veronese per cercare conferme storiche. «Pochi decenni fa», dichiara Farinelli, «quando erano le stalle il punto d’incontro di un’epoca senza televisione e senza caloriferi e c’erano dei cantastorie che sapevano affascinare con le loro favole (in dialetto locale erano chiamate “resaglie”, vocabolo che trae origine dal termine medievale “recitalia” di derivazione latina), ne girava una che parlava di un castellano senza pace …

Questo cavaliere, nell’età buia del medioevo, venne accusato ingiustamente di alto tradimento, la sua spada pubblicamente spezzata e lui barbaramente assassinato. Non potendo trovare pace (come tutti i fantasmi), nelle notti di plenilunio lo spettro del cavaliere torna a fluttuare fra le ombre del castello, nelle nebbie e nei vapori che si alzano dal Mincio, cercando la propria spada, simbolo del suo onore, per poter riposare per l’eternità».

All’inizio Farinelli considerò questa “resaglia” una delle tante che solitamente raccontavano di fantastiche storie d’amore, di sangue, di tradimenti e vendette, ma poi trova una conferma storica della vicenda. «Scorrendo gli annali veronesi», afferma, «ho trovato traccia dei fatti che hanno ispirato la tragica leggenda nella “Cronica della città di Verona” di Pier Zagata, in cui si può leggere, con riferimento a giovedì 8 gennaio 1405: «Fu piglià… Andriolo da Parma Castellan de Valezo fu menà, e atanagià, e squartà in Campo Marzo, perché el voleva dar Valezo a Veneziani».
La cruenta esecuzione avvenne nei burrascosi giorni che precedettero la sottomissione di Verona alla Serenissima. Reggevano in quel tempo il veronese i Carraresi, signori di Padova, che cercavano con ogni mezzo di annettersi la città scaligera.

«Andriolo, deve essersi reso conto», commenta Farinelli, «che per i padovani era ormai finita e, probabilmente, credette che fosse tempo di cedere la piazzaforte di Valeggio contattando gli emissari della Serenissima che stava per impossessarsi di tutta la terraferma veneta. Qualcuno deve averlo tradito e così la sua lungimiranza ebbe termine nel campo di Marte in Verona, dove fu squartato da un colpo di spada e, secondo l’uso del tempo, gettato fra le onde del vicino fiume Adige. Poco dopo, il 24 giugno 1405, Verona divenne parte dei territori della Terraferma veneta. A Valeggio, la vicenda di Andriolo deve aver suscitato una profonda emozione tanto che nel trascorrere del tempo ha assunto i colori della leggenda».

Lo stesso castello di Valeggio (sec. XIV), rimane in parte avvolto nel mistero. «La torre tonda», dichiara Farinelli, «è ancora precedente (XII secolo) e ricorda le torri cristiane dei crociati. Ciò si ricollegherebbe alla documentata presenza dei templari a Borghetto. Ma non è escluso che sotto il castello di Valeggio ci fosse addirittura una fortificazione longobarda».

fonte: www.gardanotizie.it


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