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Una sera a caccia di fantasmi nel parco

Una sera a caccia di fantasmi nel parco
Questo è il resoconto di quello che è successo a me e ai miei figli alcuni mesi fa, dopo aver deciso di trascorrere una serata a caccia di fantasmi.

Abbiamo sentito da alcuni amici di mio figlio che un parco locale è infestato dal fantasma di una signora con in braccio un bambino, che appare specialmente quando il tempo è nebbioso. Ci stavamo dirigendo lì, ma quella sera non era nebbiosa, una luna rischiarava il cielo e c’erano un sacco di stelle. Faceva anche abbastanza freddo da vedere il nostro respiro.

Ho parcheggiato l’auto in un quartiere residenziale e per non farci notare abbiamo percorso velocemente la breve strada per il parco, dato che era buio e la sera chiude. Eravamo a caccia di fantasmi, subito mia figlia, quattordicenne, diventò nervosa. Mio figlio, più grande di lei e già maggiorenne, faceva strada e noi dietro di lui. Gli ho chiesto se volevano tornare indietro …

Abbiamo percorso un sentiero lastricato, e dopo aver attraversato un prato siamo saliti su un terrapieno. Stavamo in piedi in mezzo al campo. Istintivamente sapevamo da che parte andare. Abbiamo sentito come echi di passi e i ragazzi hanno visto del movimento nel boschetto. Avvertivo strane vibrazioni, ma non riuscivo ancora a vedere nulla. Abbiamo camminato verso la linea degli alberi. Nel frattempo mia figlia aveva iniziato a lamentarsi. Mio figlio ed io siamo andati avanti forse 20 metri nel bosco, mentre mia figlia mi tirava per la giacca per farci tornare indietro.

Ancora non riuscivo a vedere nulla, avvertivo solo un leggero movimento nel bosco. Anche i ragazzi lo stavano notando. Ci siamo diretti nel punto esatto. Ho concentrato la mia vista il meglio possibile, in quelle condizioni. C’era un silenzio di tomba, improvvisamente ci siamo trovati davanti al fantasma, era quasi completamente trasparente e dalla forma umana. Era sbucato da dietro un albero e si muoveva molto lentamente verso di noi. Sembrava che tenesse in braccio qualcosa, tipo un fagotto, anch’esso trasparente. Ho guardato l’entità e ho detto ai miei figli che era meglio andare via.

Mio figlio incuriosito continuava ad avanzare lentamente dandoci le spalle, mentre io indietreggiavo, preoccupato per mia figlia. Convinsi il maschio a tornare indietro e mentre andavamo via mi sono girato e ho notato che il fantasma ci stava seguendo. La ragazza era in preda al panico e ha iniziato a correre. La fermammo e cercammo di calmarla, mentre allo stesso tempo uscivamo dal boschetto, tenendo d’occhio quella “cosa”. Forse non ci voleva lì e per fortuna si fermò al limite degli alberi.

Abbiamo attraversato il prato sulla via del ritorno, voltandoci ogni tanto. Mia figlia vomitò prima di essere arrivati sul sentiero. Ormai eravamo quasi fuori anche se il cuore ci batteva a mille. Eravamo più sorpresi che spaventati. Desidero rimanere anonimo e non posso divulgare il nome del posto, ma allo stesso tempo mi sono ripromesso di tornare presto a caccia di fantasmi in quel parco, con qualche attrezzatura e senza una persona isterica come mia figlia.

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